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lunedì 18 aprile 2016

Il Mese di Venere

A circa 1 Km dall'abitato di Kailìa (Ceglie Messapica), sul colle Montevicoli (presso le omonime grotte) in età messapica si venerava la dea Afrodite, ciò è testimoniato dalle numerose iscrizioni in lingua messapica rinvenute presso le grotte con l'epigrafe APRODTA cioè Afrodite, oggi conservate nel Museo Provinciale di Brindisi. 
Molte lucerne votive sono state rivenute presso le Grotte di Montevicoli confermando quindi la devozione alla dea della bellezza. 
In epoca messapica (proprio come Monte Papalucio ad Oria ed altre città messapiche), la devozione delle divinità femminili avveniva proprio all'interno delle grotte, rappresentata dalle concreazioni di stalattiti e stalagmiti che omaggiavano la naturale bellezza della divinità. 
Il luogo di culto ad Afrodite (per i greci) o Venere (per i romani), ha raggiunto un particolare splendore in età romana (presumibilmente intorno al II sec. a.C.), dove nella prima settimana del  mese di aprile si festeggiava appunto il "Mese di Venere", tutte le donne della messapia si recavano al tempio con offerte votive da sacrificare in onore della dea ed esaltare le origini della potenza di Roma.

venerdì 15 aprile 2016

Terra dei Messapi, miti ed eroi

“Terra dei Messapi, miti ed eroi”, al Teatro Domenico Modugno di Aradeo (Le) il 23 aprile 2016 ore 21,00

Dalla piazza di Vaste, l’antica Baxta, al Faro della Palascìa (Otranto) e ora al teatro di Aradeo il 23 aprile alle ore 21,00. Lo spettacolo è rappresentato dalla Compagnia Ora in Scena!, ideato e diretto da Paolo Rausa. La Messapia, la terra fra i mari, la terra degli ulivi, la terra dei cavalli raccontiamo, la figura del principe Arta di Manduryon che, ispirato dalla filosofia pitagorica e sostenuto dal grande Pericle di Atene, realizza l’alleanza fra le città messapiche giungendo a liberare la sua terra dai tarentini. Il suo discorso ai principi messapici è un abbraccio ideale ai paesi del Mediterraneo, nel quale gli auspici di pace e di cooperazione fra i popoli fanno bene sperare per il progresso dell’umanità. Le danze per festeggiare la vendemmia (le feste Bisbee), le nozze di Arta con Lastenia e lo scontro con i tarentini sono proposte da Carmen Kalimba Kalimba Studio Dance di Carmen Quaranta. Info: www.orainscena.it, paolo.rausa@gmail.com, tel. 334 3774168. 
Al termine dello spettacolo i saluti messapici del prof. Fernando Sammarco, autore del libro ‘Arthas il Grande, Leone di Messapia’.

sabato 14 marzo 2015

SPECCHIA TALENA O TALENE?

Io intanto mi chiedo ma si chiama Specchia TALENA O TALENE? nel tentativo di trovare una risposta, qui posto la locandina delle giornate di domani 15 Marzo e 12 Aprile 2015, due giornate dedicate al rispetto della natura con escursioni presso due suggestivi posti "Specchia Talene" e "Fogge Sant'Anna" (qui sotto il programma), sempre qui sotto c'è qualche notizia riguardante appunto Specchia Talene che domani sarà meta di chi parteciperà alle giornate "Naturalmente Ceglie", più in là parleremo anche delle fogge.




Qualche notizia sulla messapica "Specchia Talene"

FOTO TRATTE DA "MESSAPICA CEGLIE"
Specchia Talene è situata a 199 metri s.l.m. e circa 7 km dall'abitato di Ceglie, lungo la strada comunale che porta alle materie Barone, Falascuso, Sardella. Nel 1952 la specchia in questione fu in parte demolita da una ditta fornitrice di breccia, come se osservava il Teofilato: "non fosse bastato guardarsi intorno per trovarsi sassi a non finire".
Studi su di essa sono contenuti in teorizzato, Drago e Neglia.
Il Teofilato parla di un'altezza di 16 metri poi ridotta di un terzo per effetto dello sventramento del 1952, e di sei piani concentrici (uno in più di Specchia Castelluzzo) con la torretta terminale.
Ancora oggi è possibile intravedere qualche tratto di cortina muraria formata da massi irregolarmente poligonali, di cui parla anche Teofilato.
Secondo la ricostruzione del Drago, Specchia Talene sarebbe da ricondurre alla tipologia di Specchia Castelluzzo per fette dei ripiani costituiti dall'avvolgersi intorno ad un nucleo centrale di una rampa ad aspirale che partiva dal piano di campagna. Ai muri verticali della rampa erano addossate delle scalette.